Django Reinhardt

Django Reinhardt  (all’anagrafe Jean-Baptiste Reinhardt:  Liberchies, 23 gennaio 1910 – Samois-sur-Seine, 16 maggio 1953) è considerato uno dei più importanti chitarristi di tutti i tempi e il primo musicista e compositore  jazz europeo di grande spessore.  Di origine Sinti ha coniugato la tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouches e il jazz americano dando vita ad un genere chiamato Jazz Manouche (o gipsy jazz)

Formazione e Influenze principali

Django_Reinhardt_(Gottlieb_07301)Incomincia a suonare il violino nella prima infanzia passando all’età di 12 anni al banjo. Al principio  della formazione è influenzato da  due anziani musicisti gitani: il  banjoista Gusti Mahla e il chitarrista Jean “Poulette” Castro. A 18 anni  rimane vittima dell’incendio della roulotte di famiglia. Subisce gravi ustioni e perde l’uso del mignolo e dell’anulare della mano sinistra, circostanza che lo obbliga a passare dal banjo ad uno strumento più leggero e meno ruvido: la chitarra.  La sua tecnica chitarristica è fortemente condizionata da questa menomazione che lo costringerà a suonare le parti solistiche con due sole dita e a servirsi di quelle semi-atrofizzate esclusivamente per l’esecuzione di accordi. All’inizio degli anni ’30 Django  ha il suo primo contatto con il  jazz americano rimanendo folgorato  dalla musica di  Louis Armstrong.(1)   Il suo bagaglio di conoscenze e influenze musicali è comunque multiforme:  attinge oltre che dal jazz (entusiasmato in un secondo tempo anche da Duke Ellington, Charlie Parker, Dizzy Gillespie),  dalla musica classica,   dalla musica popolare mitteleuropea  e, più profondamente, da quella Manouche basata in gran parte sull’improvvisazione. Un’influenza non trascurabile è quella  rappresentata dal violinista  Stéphane Grappelli   con il quale fonda Le Quintette du Hot Club de France.

(1) Più fonti narrano che nel luglio del 1931, dopo aver ascoltato Indian Cradle Song , Django scoppiò in lacrime gridando ” Ach Moune ! Ach Moune! “(” Mio fratello mio fratello! “). Reinhardt  realizzò il suo sogno di suonare con Satchmo nel 1934. 

Carriera e collaborazioni
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Il nome di Django Reinhardt è legato a quello del violinista parigino  Stéphane Grappelli  e a ” le Quintette du Hot Club de France” , gruppo composto esclusivamente da strumenti a corda formatosi nel  1934.

Prima formazione  le Quintette du Hot Club de France:

Django Reinhardt  (chitarra),  Stéphane Grappelli (violino), Louis Vola (contrabbasso) , Roger Chaput e Joseph Reinhardt (chitarra ritmica)

All’interno del gruppo si avvicendarono vari chitarristi e contrabbassisti lasciando come costante  la presenza di Django Reinhardt  e Stéphane Grappelli  che vi suonarono fino  al 1948.
Fra le altre  collaborazioni la più importante  è quella con Duke Ellington che  nel 1946  lo ospita negli Stati Uniti per una serie di concerti , l’ultimo dei quali tenutosi alla Carnegie Hall di New York.

Eredità

Django Reinhardt  essendo  un caposcuola  ha influenzato  in maggior misura i chitarristi che hanno abbracciato lo stile manouche. Pensiamo in particolare a  Bireli Lagrene, Angelo Debarre, Stochelo Rosenberg.
Da    Charlie ChristianWes Montgomery,  da  Jim HallJoe Pass, da  Barney KesselGeorge Benson,  tutti i giganti del   jazz tout court hanno fatto tesoro della  sua  lezione.
Chitarristi disparati al di fuori dell’ambito del jazz quali BB King , Pete Townshend degli Who , Tommy Emmanuel , Stevie Ray Vaughan , Mark KnopflerMichael Angelo Batio hanno dichiarato di aver attinto idee dal leggendario chitarrista belga.

Strumentazione
chitarra

Chitarra acustica Selmer-Maccaferri

Chitarra acustica con buca ovale o a D. La prima ad avere la spalla mancante.La Selmer-Maccaferri  N ° 503  posseduta da  Django  fra il  1940 e l’anno della sua morte  si trova  esposta al Musée Instrumental de Paris
La Selmer fu anche amplificata con  pick-up Stirner
Corde Gipsy Jazz in commercio:
Attualmente corde specifiche per il Gipsy Jazz sono prodotte da vari machi: Argentine (Savarez) D’Addario Gipsy Jazz , Dogal Manouche Gipsy Jazz ecc.Django usava plettri molto spessi, di guscio di tartarugaChitarra elettricadjango foto 2Nella seconda parte della sua carriera usò una Epiphone Zephyr e una Gibson ES-300.                                                    

DISCOGRAFIA                               

1945 Paris 1945
1947 Ellingtonia – with the Rex Stewart Band – Dial 215
1949 Djangology
1951 Django Reinhardt and the Hot Club Quintet
1951 At Club St. Germain
1953 Django Reinhardt et Ses Rythmes
1954 The Great Artistry of Django Reinhardt
1955 Django’s Guitar
1959 Django Reinhardt and His Rhythm
1980 Routes to Django Reinhardt
1991 Django Reinhardt – Pêche à la Mouche: The Great Blue Star Sessions 1947/1953
1996 Imagine
1997 Django Reinhardt: Nuages with Coleman Hawkins
1998 The Complete Django Reinhardt HMV Sessions
2000 The Classic Early Recordings in Chronological Order (5 CD boxed set)
2001 All Star Sessions
2001 Jazz in Paris: Swing 39
2002 Djangology (remastered – recorded in 1948, and remastered and released by Bluebird Records)
2003 Jazz in Paris: Nuages
2003 Jazz in Paris: Nuits de Saint-Germain des-Prés
2004 Le Génie Vagabond
2005 Djangology (Bluebird)
2008 Django on the Radio (radio broadcasts, 1945–1953)

FILMOGRAFIA
Nel film Accordi e disaccordi di Woody Allen viene più volte chiamato in causa lo “zingaro francese”  Django Reinhardt.
Filmografia nel web:
http://www.hotclub.co.uk/html/film.html

BIBLIOGRAFIA
Django il gigante del Jazz Gitano , di Alain Antonetto e François Billard.
Django Reinhardt: dalla chitarra gitana al jazz,  Maurizio Franco, Sinfonica Jazz Ediz. Musicali, 2002

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